La Provincia di Udine ha presentato lo scorso venerdì un road-book che descrive il percorso della Ciclovia Alpe Adria nel territorio italiano. Il libretto, realizzato in collaborazione con la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), vanta un’ottima cartografia realizzata su base OpenStreetMap da Stefano Salvador. In attesa che la versione cartacea venga distribuita negli info-point di TurismoFVG, è già possibile scaricarne una versione digitale della guida da queste pagine:http://www.turismofvg.it/Terra-dei-Patriarchi/Ciclovia-Alpe-Adria ehttp://www.provincia.udine.it/tempolibero/turismo/ciclovia_alpe_adria/Pages/default.aspx.
Sembra che a breve sarà disponibile anche una versione in lingua tedesca e una in inglese.
Presso la ex-stazione ferroviaria di Chiusaforte, di recente riconvertita ad apprezzato punto di ristoro, il fotografo Flavio Serci mostrerà ai ciclisti di passaggio, come venivano realizzate le fotografie nel XIX secolo. Le dimostrazioni avranno luogo dalle ore 10 alle 17 nelle giornate del 11, 18 e 25 agosto 2013 (domenica), nell’ambito dell’evento “In viaggio nel tempo attraverso la fotografia al collodio” patrocinato dall’amministrazione comunale di Chiusaforte. QUI è possibile scaricare la locandina dell’interessante evento. La fermata presso la stazione di Chiusaforte è comunque sempre raccomandata, sia per rifocillarsi, che per conoscere il simpatico gruppetto che gestisce il ristoro e, non da ultimo, per visionare le interessanti fotografie storiche ed i reperti della vecchia Ferrovia Pontebbana. In un locale della stazione, infatti, il gestore sta cercando di realizzare un piccolo museo, in onore della gloriosa e suggestiva ferrovia, sulla quale ora corre la Ciclovia Alpe Adria.
Sono appena rientrato da una piacevole vacanza sui pedali in Austria, ottima occasione per verificare la situazione della Ciclovia Alpe Adria Radweg! La prima novità è che in tutto il Salisburghese, nei cartelli dei percorsi ciclabili su cui passa anche la CAAR, è stato da poco messo un adesivo con il logo della nostra ciclovia (e con quello del percorso europeo “EuroVelo 7: Il percorso del Sole“). La pista ciclabile della Gastainertal è stata attrezzata con una nuova cartellonistica mentre nella ciclovia della Drava, numerosi tratti sono stati asfaltati di recente per rendere ancora più piacevole il transito dei cicloturisti. E finalmente, dopo tanto tempo, ho potuto ripercorrere il tratto di ciclabile tra Dogna e Chiusaforte e fermarmi presso il ristoro aperto presso la vecchia stazione di Chiusaforte.
Ecco la notizia che tutti aspettavamo da tempo! E’ stato riaperto il tratto di pista ciclabile tra Dogna e Chiusaforte, chiuso da qualche anno per la realizzazione di un tunnel stradale sulla SS13 e per limitare i rischi dovuta alla caduta di massi sul’ex-tracciato ferroviario. Ora però la ditta Vidoni, ha praticamente completato le opere di ripristino del tracciato ciclabile (manca solo l’asfaltatura, che verrà realizzata nel corso del prossimo autunno) ed anche il secondo cantiere per la realizzazione delle opere para-massi è a buon punto.
D’altro canto, il passaggio dei cicloturisti nella nuova galleria (lunga oltre 1,2 km ed unica alternativa alla ciclabile) sulla strada statale “Pontebbana” non era proprio consigliato per ragioni di sicurezza. E così, la scorsa domenica, le barriere sono state aperte e ci hanno riferito che migliaia di cicloturisti hanno avuto il privilegio di pedalare di nuovo su questo tratto (peraltro uno dei più suggestivi dell’intera Ciclovia Alpe Adria).
Il tratto tra Dogna e Chiusaforte, sarà per ora fruibile soltanto nei week-end, per permettere agli operai di portare a termine i lavori durante le giornate lavorative della settimana, ma tutti ci auguriamo che anche questa limitazione venga rimossa a breve.
Dato che le belle notizie non vengono mai da sole, segnaliamo pure che è stata ripristinata l’illuminazione (in maniera provvisoria ma funzionale) nelle gallerie che si trovano in comune di Dogna e che sabato, proprio presso la vecchia stazione di Chiusaforte, verrà aperto un utilissimo punto di ristoro.
Un ringraziamento al sindaco di Chiusaforte, Luigi Marcon che ci ha fornito questi aggiornamenti e a tutta l’Amministrazione comunale che crede nelle potenzialità della Ciclovia Alpe Adria e continua a organizzare eventi a supporto e promozione di questa risorsa turistica.
Sono in procinto di partire alla volta di Salisburgo per la consueta verifica del percorso della Ciclovia Alpe Adria. Ho fatto un po’ di manutenzione alla bici, preparato le borse da cicloturismo e caricato le tracce del percorso sul gps. E qui viene il bello! Provo a sovrapporre le mie tracce con quelle scaricabili dal sito ufficiale della ciclovia (http://www.alpe-adria-radweg.com) e trovo che nella parte italiana permangono molti errori (a Malborghetto, sull’Ippovia e, quello più grave, dall’attraversamento di Udine a Pavia di Udine).
Sito ufficiale CAAR Avevo già segnalato molti mesi fa questa discrepanza (quando sono stati posizionati i segnavia che attualmente indicano il percorso definitivo della CAAR) ma finora nessuno ha provveduto a portare le dovute correzioni: spero che questo post possa finalmente portare rimedio a tali errori. Non credo sia questa mancanza che provoca la marea di lamentele di tantissimi cicloturisti che si perdono tra Resiutta e Udine (dove la tabellazione ufficiale tuttora è assente o deteriorata). Però quel sito è stato realizzato da dei professionisti e con (tanti) soldi pubblici. Sarebbe opportuno che fosse sempre aggiornato!
Questa potrebbe essere anche l’occasione per trasmettere i tracciati definitivi della Ciclabile Alpe Adria a chi gestisce il sito ufficiale. Per la cronaca, questi tracciati verranno resi pubblici dalla Provincia di Udine per mezzo di una bella guida corredate da ottime mappe entro pochi giorni (si spera!… i tempi della pubblica amministrazione italiana sono sempre molto lunghi).
Per finire, vorrei far luce sul motivo di queste differenze di tracciato riportate sia dal sito ufficiale della CAAR che dalla guida pubblicata dall’Esterbauer (ne abbiamo parlato anche QUI). Il tracciato della Ciclovia Alpe Adria, finanziato dalla Comunità Europea, avrebbe dovuto essere completato entro l’anno 2011. Dato che il completamento della parte italiana all’epoca era ancora in alto mare (e purtroppo nel luglio 2013 la situazione non è migliorata di molto), il partner austriaco, probabilmente aiutato da qualche oculato tour operator, ha “inventato” un tracciato che connetteva i tratti già costruiti utilizzando delle strade fruibili con relativa sicurezza dai cicloturisti.