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In questa tappa si pedala quasi integralmente sul tracciato della vecchia Ferrovia Pontebbana, trasformata in meravigliosa pista ciclabile. Da Tarvisio si pedala per alcuni chilometri in facile salita fino a raggiungere la Sella di Camporosso. Da questo punto, che segna lo spartiacque tra il Mare Adriatico e di  Mar Nero, si prosegue in facile discesa seguendo il corso del fiume Fella.

Ciclisti sulla Ciclovia Alpe Adria poco oltre Chiusaforte
Ciclisti sulla Ciclovia Alpe Adria poco oltre Chiusaforte

Da non perdere una sosta alla storica stazione di Ugovizza, trasformata in bicigrill, e una deviazione per visitare il caratteristico borgo alpino di Malborghetto. Superata Pontebba, cittadina che per secoli ha rappresentato il confine tra Italia e Austria, la ciclabile punta verso sud entrando in una stretta vallata. Si pedala sulla ex ferrovia che scendeva verso la pianura toccando i villaggi di Dogna, Chiusaforte, Moggio Udinese e Carnia fino ad arrivare all'incantato borgo fortificato di Venzone.

Descrizione della tappa

Ripartiamo da Tarvisio continuando a pedalare in leggera salita sempre sul vecchio tracciato ferroviario trasformato in pista ciclabile asfaltata. Usciti dalla cittadina attraversiamo un altro tratto della millenaria Foresta di Tarvisio per proseguire poi in mezzo a dei prati sempre ben tenuti fino ad arrivare a Camporosso, caratteristico villaggio alpino che sorge proprio sull'omonima sella, uno dei passi più bassi delle Alpi e spartiacque tra il Mar Adriatico e il Mar Nero.

Gruppo di giovani ciclisti a Tarvisio
Gruppo di giovani ciclisti a Tarvisio

Superato il paese e la funivia che sale al Santuario del Monte Lussari, i cicloturisti devono affrontare ancora un breve sforzo in salita per raggiungere il vecchio "Culmine" della ferrovia sulla Sella di Camporosso (817 m). Da qui inizia la lunga e divertente discesa lungo la Val Canale pedalando sempre sulla pista ciclabile asfaltata realizzata sul sedime della vecchia ferrovia Pontebbana.

Ristoro per i ciclisti nella Stazione di Ugovizza
Ristoro per i ciclisti nella Stazione di Ugovizza

Giunti all'altezza della vecchia stazione di Valbruna, si consiglia una breve deviazione per visitare questo delizioso villaggio alpino da cui si possono ammirare delle suggestive vedute della Val Saisera e della spettacolare parete nord del Jof Fuart.

Ciclisti che pedalano attraverso i prati di Ugovizza
Ciclisti che pedalano attraverso i prati di Ugovizza

La Ciclovia Alpe Adria Radweg continua la sua discesa passando in mezzo a boschi e prati e superando Ugovizza, con la vecchia stazione trasformata in punto di ristoro. Arrivati alla prima galleria di Malborghetto vi consiglio una breve deviazione per visitare questo pittoresco villaggio alpino che conserva intatti molti edifici storici. Tra questi merita una visita il Palazzo Veneziano, che ospita anche un importante museo etnografico.

Si pedala nelle gallerie della Ferrovia Pontebbana
Si pedala nelle gallerie della Ferrovia Pontebbana

Tornati sulla ciclabile si pedala ancora in discesa entrando nelle le due gallerie ferroviarie che si trovano di fronte a Malborghetto per giungere in breve nei pressi di Bagni di Lusnizza, località celebre in passato per una sorgente di acqua sulfurea dalle notevoli proprietà curative. Qui il vecchio ponte ferroviario ci porta sulla sponda opposta del fiume Fella, offrendo allo stesso tempo una bella veduta sulla vallata. La Ciclovia Alpe Adria Radweg prosegue sempre sulla vecchia ferrovia superando una breve galleria e una zona un po' brulla in quanto soggetta all'erosione del fiume.

La Ciclovia Alpe Adria attraversa il fiume Fella a Bagni di Lusnizza
La Ciclovia Alpe Adria attraversa il fiume Fella a Bagni di Lusnizza

Presso la vecchia stazione ferroviaria di Laglesie San Leopoldo la pista ciclabile termina e dobbiamo proseguire su una strada asfaltata poco trafficata che in pochi chilometri ci porta fino a Pontebba, importante località dove termina la Val Canale e inizia il Canal del Ferro.

In bicicletta nei pressi di Pontebba
In bicicletta nei pressi di Pontebba

Superate le ultime case di Pontebba, sulla destra si stacca la nuova pista ciclabile che con una brusca salita permette di raggiungere il sedime della vecchia ferrovia Pontebbana riconvertito in pista ciclabile. Stiamo entrando nel tratto più selvaggio del Canal del Ferro, caratterizzato da numerose pareti strapiombanti che chiudono la stretta vallata del fiume Fella. La pista ciclabile corre per decine di chilometri sul sedime della ex-ferrovia Pontebbana attraversando numerose gallerie e una moltitudine di ponti e viadotti. Un tratto davvero suggestivo che non a torto è considerato uno dei percorsi ciclabili più belli a livello mondiale!

Ciclista con carrello portabimbi sulla Ciclovia Alpe Adria
Ciclista con carrello portabimbi sulla Ciclovia Alpe Adria

Si inizia subito con un'opera d'arte: sull'arco di volta della prima galleria che incontriamo è stato scolpito nella roccia lo stemma della famiglia reale. L'enorme scultura venne realizzata nel 1879 (data di apertura del tracciato ferroviario) per ricordare ai viaggiatori che provenivano dall'Austria che erano entrati in territorio italiano (all'epoca il confine si trovava proprio a Pontebba).

Ancora gallerie della vecchia ferrovia Pontebbana
Ancora gallerie della vecchia ferrovia Pontebbana

Dopo pochi chilometri si imbocca il panoramico di “Ponte di Muro” che ci porta sull’altro versante della vallata. Si prosegue sempre in leggera discesa passando vicino a minuscole borgate mentre il paesaggio a volte si apre lasciandoci ammirare i meravigliosi monti che circondano la valle. A Dogna tutti i cicloturisti si fermano sul ponte che scavalca l’omonima vallata per ammirare la spettacolare veduta sulle pareti strapiombanti dell'imponente Jof di Montasio. Dopo aver superato la cascata di Cadramazzo, presso l’ennesima strettoia della valle, un singolare ponte in ferro ci riporta sull’altro versante. In questo punto fino alla fine dell'800 sorgeva “la Chiusa”, l’inespugnabile fortezza che ha dato il nome al paese limitrofo. A Chiusaforte bisogna assolutamente fermarsi in stazione: nello storico edificio, oltre alla possibilità di rifocillarsi e persino dormire (non perdete l'occasione di trascorrere la notte in una storica stazione con un secolo e mezzo di storia!), sta crescendo, giorno dopo giorno, un piccolo museo sulla storia della ferrovia Pontebbana.

La Stazione di Chiusaforte è un punto di ritrovo per i cicloturisti
La Stazione di Chiusaforte è un punto di ritrovo per i cicloturisti

Oltrepassata Chiusaforte si incontrano ancora delle gallerie scavate nella roccia e la cascata del Rio Belipeit (facilmente accessibile dalla pista ciclabile, d'estate le sua acque garantiscono refrigerio ai ciclisti accaldati) mentre sulle balze che sovrastano la Ciclovia Alpe Adria, si erge possente ed elegante la Fortezza di Col Badin, costruita nel 1904 ed attualmente in fase di restauro. Arrivati in località Ponte Peraria, prima di affrontare un altro ponte, i cicloturisti possono scegliere tra due opzioni. La prima porta a Moggio Udinese, attraverso le borgate di Roveredo e Ovedasso, seguendo le indicazioni del percorso BiciItalia 5. La strada è asfaltata e poco trafficata ma bisogna bisogna dosare bene le forze a causa di alcune brusche salite. Il percorso ufficiale della Ciclovia Alpe Adria Radweg tira dritto sul ponte, seguendo integralmente il tracciato della vecchia ferrovia fino a raggiungere l’abitato di Resiutta. Se apprezzate la natura e le tradizioni popolari non potete perdere una visita alla suggestiva Val Resia. Con un tracciato di 8 km (sola andata) è possibile raggiungere l'abitato di Prato di Resia dove ha sede il centro visite del Parco Naturale delle Prealpi Giulie. In alternativa, a Resiutta è possibile visitare la Mostra della Miniera del Researtico e la limitrofa Galleria Ghiacciaia.

La vecchia stazione ferroviaria di Resiutta
La vecchia stazione ferroviaria di Resiutta

Oltrepassata la vecchia stazione ferroviaria del paese, si prosegue sempre sulla pista ciclabile realizzata al posto dei binari. In questo tratto si affrontano le due gallerie più lunghe della vecchia ferrovia Pontabbana e si raggiunge la stazione di Moggio, dove al momento, la pista ciclabile si interrompe. Grazie a un sottopasso raggiungiamo il ponte sul Fella dove possiamo scegliere se proseguire pedalando sulla trafficata strada statale oppure raggiungere l’interessante abitato di Moggio Udinese, famoso per la sua abbazia fondata dai monaci benedettini nel 1084 e proseguire lungo una suggestiva strada militare che aggira l’abitato di Campiolo e prosegue fino alla fine della vallata, in comune di Amaro. Purtroppo a causa di una frana la strada militare di Campiolo è chiusa al traffico e l'unica alternativa resta quella di pedalare per qualche chilometro lungo la trafficata strada statale.

Tra Moggio Udinese e Venzone si pedala spesso sulla strada statale
Tra Moggio Udinese e Venzone si pedala spesso sulla strada statale

Si giunge così a Carnia l’abitato sorto agli inizi del ‘900 intorno alla stazione ferroviaria (in passato il paese era conosciuto col nome di "Stazione per la Carnia"),  e si continua verso il capoluogo sempre pedalando sulla strada statale, eccezion fatta per la parte che attraversa il "paese fantasma" di Portis Vecchio (borgo abbandonato in seguito al terremoto del 1976). Poco oltre  si giunge in vista delle mura medioevali che proteggono Venzone, unico esempio rimasto in Friuli di cittadina fortificata del Trecento, punto conclusivo di questa tappa.

Sul nostro canale YouTube puoi trovare alcuni video su questa parte di tracciato: Ciclovia Alpe Adria: da Tarvisio a Pontebba e Ciclovia Alpe Adria Radweg: da Pontebba a Chiusaforte.